Carissimi viaggiatori di passioni, oggi vi vogliamo raccontare la storia di Francesca Contessini e di come sia possibile essere resilienti e viaggiare con una disabilità motoria.
Nella nostra sezione dedicata alle interviste, raccontiamo diverse stori di viaggiatori resilienti cioè persone che viaggiano nonostante malattie o disabilità.
Oggi abbiamo deciso di parlare di Francesca Contessini e di chiederle qualcosa in più su quanto ami viaggiare nonostante una disabilità motoria.
Se non la conoscete vi suggeriamo spassionatamente di seguirla sulla sua pagina instagram.
Vi vogliamo fare raccontare da lei la sua storia perchè è preziosa e delicata ed è giusto che sia lei a raccontarla.
Ci raccomandiamo cari viaggiatori di passioni di leggerla con il cuore aperto perchè è una storia che fa bene all’anima.
Francesca è come una fenice, non solo è risorta dalle proprie ceneri ma ogni giorno in tutto quello che fa si impegna a divulgare come nella vita ci sia sempre una soluzione, come si possa sopravvivere ai traumi e vivere in pace anche con una disabilità. Una dose di ottimismo ma di quello reale e ricostituente che non nega le difficoltà ma le sa affrontare senza mai spegnere il sorriso. Una vera e propria forza della natura. Nella sua narrazione noi abbiamo trovato conforto e anche una buona dose di accettazione positiva della nostra realtà, che non fa mai male.
Francesca Contessini: come viaggiare con una disabilità motoria
- Francesca raccontaci la tua storia.
Io sono Francy, ho 33 anni e sono una persona con disabilità.
A 17 anni, a seguito di un gesto anticonservativo estremo, sono finita in coma e mi sono svegliata con una disabilità. Nella vita faccio la content creator e divulgatrice: sui social racconto la mia Rinascita e cerco di portare dei contenuti profondi ed educativi sul tema dei traumi, della salute mentale e della disabilità.
Anche se in realtà, a dire il vero, la star della mia paginetta è Leoncino il mio Labrador : lui rende tutto leggero e tenero!

- Francesca, qual è stato il primo posto dove hai sentito il bisogno di andare?
Il mio primo vero viaggio “grosso” lo feci da ragazzina, quindi prima di diventare disabile. Fu in Perù: il mio migliore amico dell’epoca proveniva da questo paese meraviglioso che io volevo tanto conoscere. Mi invitó a casa sua, a Lima. Si trovava in un quartiere molto povero: non erano abituati a vedere turisti lì e infatti a me spesso chiedevano di fare una foto perché ero una stranezza! Quando sono arrivata in casa del mio amico mi ha accolta tutta la sua famiglia e sua mamma, la capofamiglia.
Mi sono sentita voluta. È stato bellissimo!
Viaggiare con una disabilità motoria tra ostacoli fisici e mete del cuore
- Avendo affrontato tanti traumi, muoversi può essere faticoso. C’è stata una meta che ti ha dato la carica nonostante la fatica?
Direi la Tanzania: era il sogno della mia vita visitarla. Sono stata a Zanzibar dove il concetto di accessibilità è inesistente. È un paese molto molto povero, molto arretrato: non esistono infrastrutture, é molto caotico. Un disabile lieve e agile come me che si porta la carrozzina ma si sposta anche con le stampelle, aiutato, ce la fa.
Un disabile che non può alzarsi in piedi o che si muove con una carrozzina elettrica, non può muoversi in Tanzania. Non esistono le strade figurarsi se può esistere un qualche tipo di attenzione per l’inclusione delle persone disabili…Ma nonostante queste difficoltà, ho incontrato tante persone carine che mi hanno aiutata. E poi vedere quel mare, quegli animali nella savana e tutte le cose stupende che ci sono in Tanzania e a Zanzibar, mi ha dato una carica assurda!!! Ma ripeto: un disabile che non può alzarsi in piedi lì non ci va, punto.
Francesca Contessini e la gestione degli ostacoli fisici e psicologici
- Viaggiare ti aiuta a sentirti finalmente “fuori” dalla gabbia del dolore? Quali ostacoli fisici e psicologici incontri mentre viaggi? Quali ti fanno proprio incavolare e quali invece ti adatti?
Assolutamente si: viaggiare è il mio anti stress preferito!
Per me l’ostacolo maggiore sono i luoghi non accessibili e non inclusivi : hotel senza ascensore, spiagge che come unico accesso hanno una scalinata infinita, strutture che non vogliono Leoncino ( il mio Labrador). E mi mette un po’ a disagio anche quando non ci sono opzioni per persone vegetariane, ma questo accade sempre meno spesso: i vegetariani sono DECISAMENTE MOLTO PIÙ inclusi dei disabili.
Mi adatto sempre, sono una persona molto pratica e ho un carattere molto paziente e aperto. L’unica volta in cui ho alzato la voce e mi sono arrabbiata tantissimo fu in Etiopia, dove In aeroporto hanno SMONTATO la mia carrozzina pezzo per pezzo e volevano costringermi a camminare senza tutore e senza stampelle. Ho dovuto alzare la voce perché mi stavano mettendo davvero in grossa difficoltà in Etiopia : avevo già fatto altri due controlli e iniziavo ad essere stanca di questi controlli aggiuntivi che loro fanno SOLO alle persone disabili. Fu l’unica volta che mi arrabbiai, molto. Solitamente sono una persona molto tranquilla !
Fare squadra in viaggio il ruolo di Leoncino e Guglielmo
- Leoncino il tuo cane ti aiuta in generale nei tuoi viaggi?
Leoncino viene sempre con noi: le uniche volte in cui non viene e quando una volta all’anno andiamo all’estero e prendiamo l’aero. Io non sono favorevole a metterlo in stiva, quindi non lo porterò mai sull’aereo . Lui è un cane molto abitudinario, proprio tanto: quando andiamo in vacanza o facciamo gite, ha bisogno di qualche giorno per ambientarsi. Scegliamo solo strutture che abbiano degli spazi REALI per i cani: Leoncino deve stare bene, anche lui é in vacanza! Direi che più che altro sono io che lo “ aiuto” fra virgolette: lui tende ad essere un po’ ansioso per le novità e i posti nuovi. Io invece ho un carattere fermo e ponderato: quando lui i primi giorni ha bisogno di ambientarsi, io resto sempre con lui. E quando io ho dolore e me ne vado a letto, lui
viene subito da me. Ci aiutiamo a vicenda!
- Guglielmo, il tuo compagno, come ti aiuta nella gestione degli spostamenti?
Guglielmo mi aiuta in tutto: sono io che organizzo i viaggi solitamente perché sono molto brava e avendo una buona parlantina mi assicuro che le strutture dove andiamo offrano quello che ci serve. Chiaramente deve essere tutto accessibile per me: ma io mi assicuro che sia comodo anche per Guglielmo per eventuali spostamenti in macchina come la spesa, il ristorante o la farmacia dove va lui. Solitamente lui organizza solo qualche piccola gita perché sono io che sono l’organizzatrice ufficiale (ride) però è un amore: probabilmente é ancora più attento
di me sotto certi aspetti. Mi ama davvero tanto il mio Guglielmino, e io
lo amo allo stesso modo. Siamo una squadra!

L’organizzazione di Francesca Contessini per superare i limiti e scoprire il mondo
- Che rapporto c’è oggi tra la tua voglia di scoprire il mondo e le tracce che la tua storia ha lasciato sul tuo corpo?
Inizialmente non avevo la possibilità fisica e anche economica di viaggiare: poi le cose sono cambiate. Ho iniziato a conoscere i miei limiti, ho capito come organizzare dei viaggi accessibili per me e come “ aggirare” certi ostacoli.
Viaggiare é una delle mie più grandi passioni: mi piace conoscere luoghi e culture diverse. Sono appassionata di immersioni ( sono una ex nuotatrice professionista!), mi piace l’arte, mi piace parlare con le persone e capire il loro punto di vista!
Io non posso lasciare nulla al caso, ma organizzandosi (quasi) tutto si può fare!
- C’è un luogo particolare che per te è stato più efficace di qualunque terapia? In linea di massima preferisci il mare o la montagna?
L’Egitto: ha una delle barriere coralline più belle del mondo. Fare le immersioni a Marsa Alam é qualcosa di indescrivibile: la prima volta piansi dalla gioia. E piansi anche quando arrivai a Luxor: davanti a certe cose si perdono le parole.
Le persone egiziane sono meravigliosamente interessanti: grandi imprenditori, ottimi commercianti, furbi, intelligenti. Ho imparato tanto da loro: sono stata 5 volte in Egitto ma ci tornerò tante altre volte. È un paese straordinario, faticoso ma straordinario.
Io preferisco il mare, ma anche la montagna non mi dispiace: ad esempio sono innamorata follemente di Livigno.

Vedere un nuovo tramonto: il messaggio di Francesca Contessini a chi vive nel buio
- Cosa diresti a chi oggi vede solo buio e pensa che non vedrà mai più un tramonto in un posto nuovo?
Che bella domanda.
Direi a questa persona che la capisco: anche io ho pensato che questo mondo non facesse più per me.
Ci sta pensarlo: ma le cose possono cambiare.
E quando un giorno vedrai il tramonto nel tuo posto del mondo preferito , ti ricorderai di quando pensavi che non l’avresti più visto. E sarai felice, sarai felice di essere ancora qui in questo pianeta che può essere un posto molto carino dove vivere questa strana esperienza chiamata “vita”.
Chi viaggia per scappare dal proprio buio interiore, si sposta e basta: non sta davvero viaggiando secondo me, sposta il proprio corpo nell’illusione di poter così spostare anche i propri dolori. Ma chi invece attraversa il proprio abisso e impara a nuotarci dentro…Viaggia nel mondo – e nella vita con una consapevolezza diversa.
In conclusione
Il messaggio di Francesca è qualcosa che ci riscalda il cuore in tutti i giorni durante gli alti e bassi della malattia. Laureata in scienze dell’educazione la sua opera di divulgazione è per tutti soprattutto per ragazzi e adolescenti ma anche per gli adulti che devono vivere non una vita brutta o difficolta o difficile ma una vita con il sorriso.
La ringraziamo inoltre per la averci regalato la sua visione sull’accessibilità in viaggio, sperando che più testimonianze possano cambiare i luoghi e renderli sempre più accessibili.
Ascoltando Francesca Contessini e i suoi racconti, su come viaggiare con una disabilità motoria ci viene voglia di affrontare tutto con calma e sorriso, coscienti che c’è sempre una soluzione, qualcuno che ci aiuta e che viaggiare e vivere con una disabilità è possibile.
Quindi se hai iniziato la giornata con il broncio e con un sacco di cose che vanno per il verso storto ti auguriamo si saper trarre il meglio dalla vita in ogni condizione. Perchè in qualsiasi condizione tu sia la vita si può sempre viverla a pieni polmoni e a 360 gradi senza arrendersi mai!
Vi si vuole bene community appassionata!






